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Scopri obiettivi, ambiti di ricerca e prospettive del percorso di dottorato.

Descrizione del corso

Il Dottorato nasce nell'anno 2022-23, ovvero con il 38 ciclo, da una collaborazione cross-disciplinare sul tema del patrimonio culturale e delle correlate tecnologie digitali. Al Collegio partecipano diversi Dipartimenti di differenti aree (umanistica, tecnico-tecnologica ed economica), per creare una sinergia trasversale nel dominio del digital cultural heritage.

Il corso è dunque focalizzato sulle tematiche relative allo studio del patrimonio culturale (fatto di oggetti, azioni e tecnologie), inteso nel suo più ampio e multiforme significato: testi e relativi supporti di trasmissione, documenti, artefatti e oggetti materiali, beni musicali, produzioni relative alle arti visive e performative, monumenti, architetture e luoghi storici, paesaggi e risorse immateriali, tangibili e intangibili. Il cuore della ricerca è la valorizzazione di tale patrimonio eterogeneo attraverso metodologie e tecniche digitali, ma il corso si concentra anche sulla cultura digitale in una più ampia prospettiva critico-epistemologica. Le tematiche riguardano allora gli ambiti di ricerca che si riferiscono al patrimonio culturale - dall'antichità al contemporaneo -, innovando attraverso metodi computazionali e digitali in un contesto fatto di trasversalità dei saperi e trans-disciplinarità.

In particolare, sulla base dei settori scientifico-disciplinari tradizionali, contemplati nell'ampio e sfaccettato dominio delle discipline umanistiche assieme alle discipline informatiche, vengono individuate specifiche metodologie e tecniche applicative.

Obiettivi del corso 

Nello scenario della transizione digitale, le tecniche e le metodologie della gestione di dati e informazioni, oggetti e temi del patrimonio culturale, nel loro intero ciclo vitale, rappresentano un ambito di ricerca fecondo, in cui saperi e discipline tradizionali si incrociano con i nuovi approcci delle digital humanities.

Obiettivo del dottorato è quello di favorire la crescita e lo sviluppo di nuove competenze specialistiche, in cui gli strumenti digitali producano rinnovati approcci interpretativi e di analisi e, allo stesso tempo, consentano la creazione del sapere (anche in dimensione sociale e collaborativa) nella direzione di una innovativa e più ampia valorizzazione, disseminazione e fruizione pubblica del patrimonio, anche attraverso l'interazione meta disciplinare di studiosi provenienti da ambiti diversi e il dialogo con tutte le realtà attive nel campo dei beni culturali.

Al fine di raggiungere gli obiettivi formativi descritti, l’attività didattica sarà organizzata per garantire conoscenze e competenze necessarie a governare il variegato dominio dei beni culturali materiali e immateriali, innestando sopra di esso le azioni per acquisire la necessaria consapevolezza critica del “workflow” dei sistemi digitali, ovvero anche del “lifecycle” degli oggetti del patrimonio (acquisizione o cattura, creazione, arricchimento, analisi, interpretazione, conservazione, disseminazione). 

Tali obiettivi sono anche il risultato delle azioni condotte in seno al Dottorato, in particolare la consultazione delle parti interessate e l'acquisizione dei suggerimenti ottenuti in seno alla discussione collegiale avuta in occasione dell'incontro.

Tematiche di ricerca

Ambiti di ricerca che assumono, in forma trasversale e cross-disciplinare, prospettive teoriche, metodologiche e tecniche dei diversi saperi legati al dominio delle humanities nella sua ibridazione con sistemi digitali e computazionali.

  • Artificial Intelligence
  • Digital Anthropology
  • Digital Cultural Heritage
  • Digital Humanities
  • Digital Libraries
  • Digital Museology
  • Digital and Public History
  • Information Science and Knowledge Organization
  • Media Art
  • Natural Language Processing
  • Open Science
  • Scholarly Digital Editing
  • Virtual Environments

Prospettive 

Il profilo altamente interdisciplinare, e dal respiro internazionale, di chi consegue questo titolo, può trovare riscontro, e occupazione, in:

  • Soprintendenze, organismi istituzionalmente preposti alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio ed altre istituzioni culturali nazionali ed internazionali (biblioteche, archivi, musei, gallerie d'arte e centri culturali in generale), agenzie non governative legate alla gestione del patrimonio culturale, organizzazioni internazionali per Io studio e conservazione del patrimonio culturale materiale e immateriale e suoi organi consultivi;
  • Il profilo di alto livello che si immagina di creare può trovare impiego neII'editoria, non solo per azioni tradizionali di "editing", ma presso quelle case editrici che vogliano sperimentare nuovi approcci alla produzione della conoscenza attraverso forme di pubblicazione di contenuti culturali innovativi e transmediali;
  • Aziende private che lavorano nei beni culturali, e in particolare per la realizzazione di ambienti e infrastrutture, anche Web- based, per la valorizzazione di risorse culturali, anche in ottica di fruizione da parte di utenze profilate, tanto per "user personas" quanto per "device" di accesso;
  • Agenzie di comunicazione, organizzazioni non-profit per la produzione di strategie culturali trasversali e progetti artistici, industria del turismo, industrie culturali e creative (ICC);
  • Ricerca universitaria, che sempre più richiede competenze interdisciplinari e ibridazione di saperi fra ambiti e aree disciplinari diverse, anche a partire dalle azioni di ricerca e terza missione portate avanti dai centri di ricerca coinvolti nel progetto formativo: ADLab, DH.ARC, FRameLab, ARCE, OpenAire nexus, LUDI, CRICC, CIust-ER CreAte di ARTER.

Il corso si qualifica dunque per il percorso altamente interdisciplinare che vuole intraprendere, tanto per la scelta delle tematiche, quanto per la selezione dei membri del collegio, in linea con gli orientamenti internazionali della ricerca sul tema beni culturali nell'ecosistema digitale. Questo significa che la formazione acquisita consentirà la spendibilità del titolo in realtà internazionali.
Alcuni parametri identificano gli orientamenti dell'internazionalizzazione del Dottorato:

  1. La stretta collaborazione con il consorzio Una Europa (Dottorato Europeo sul tema Cultural Heritage), già coinvolgendo fra i membri del collegio colleghi afferenti agli Atenei del Consorzio;
  2. Un'offerta intesa come una naturale prosecuzione della formazione su campi interdisciplinari già frequentati da studenti che provengono dall'estero, dove una formazione trasversale rispetto alle discipline è il valore aggiunto del profilo;
  3. I rapporti personali dei membri del collegio con colleghi internazionali, con i quali è già in essere una collaborazione; convenzioni e scambi Erasmus già attivi; contatti con centri di ricerca internazionali: e.g. per le DH, le Associazioni EADH e ADHO, l'infrastruttura DARIAH, il Center for e-humanities (Colonia), il Department of Digital Humanities del King's College (London), ITEM (Parigi), Octet (Oxford), Mundaneum (Mons), Bibliotheca disciplinata Forum internazionale (Brazil), Center for the Fine Print (University of West England - Bristol), WAB (University of Bergen), The Stirling Center for Publishing and Communication (Stirling Univ.), South African Department of Computer Science.
  4. Il prezioso e vasto patrimonio culturale conservato in Italia, facendo leva sul suo elevato livello di interesse in ambito internazionale;
  5. Lo sviluppo di innovativi metodi di ricerca e modelli di digitalizzazione, potenzialmente replicabili in altri paesi, disegnando nuovi sistemi, ambienti, soluzioni, nel solco della FAIRification, ad ampio riuso in un contesto di Open Science.