PRESENTAZIONE

Storia

               

Il Dottorato in Beni culturali e ambientali, primo Dottorato di Campus dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna ha sede a Ravenna, viene istituto nel 2018, come frutto dello sforzo degli ambiti di ricerca attivi presso il Campus, con l’obiettivo di coniugare i saperi inerenti il patrimonio culturale e ambientale in una prospettiva metadisciplinare avviando una modalità di ricerca orientata sull’oggetto di studio piuttosto che sulle singole prospettive disciplinari con un approccio che faciliti la stretta collaborazione fra discipline umanistiche, scientifiche, giuridiche e sociali, condotte all’interno di strutture e laboratori comuni. I dottori di ricerca usciranno con alto livello di specializzazione ma con una formazione che li renda preparati a collaborazioni in team di ricerca multidisciplinari.

 




Obiettivi formativi del dottorato

 Obiettivo del Dottorato in Beni Culturali e Ambientali è quello di coniugare i saperi inerenti il patrimonio culturale e ambientale in una prospettiva non solo trasversale ma concretamente metadisciplinare, favorendo una nuova modalità di ricerca orientata sull’oggetto di studio piuttosto che sulle singole prospettive disciplinari.
Fino ad oggi è prevalso nel settore dei Beni culturali e ambientali un orientamento tradizionale, che privilegiava specializzazioni anche di eccellenza, ma settoriali o monodisciplinari, nei numerosi ambiti in cui si articola questo campo di studi. Sono nettamente in subordine approcci integrati come quello qui proposto, con una stretta collaborazione fra discipline umanistiche, scientifiche, giuridiche e sociali, condotte all’interno di strutture e laboratori comuni, e con l’intento di creare dottori di ricerca con alto livello di specializzazione ma con una formazione che li renda preparati a collaborazioni in team di ricerca multidisciplinari.


Prodotti e risultati attesi dalle attività di ricerca dei dottorandi

Il Dottorato intende formare ricercatori o esperti qualificati in grado di coniugare saperi complementari avendo appreso e sapendo sviluppare teorie e tecniche avanzate di conservazione, tutela e gestione di questo tipo di beni sul piano ambientale, culturale e giuridico, sulla base di una adeguata contestualizzazione storica e con appropriate strategie di comunicazione e valorizzazione. I dottori di ricerca dovranno essere in grado di gestire problematiche complesse a supporto di enti giuridici pubblici, ma anche di diritto privato come associazioni e imprese; proporre nuovi modelli di gestione e fruizione dei beni comuni alle diverse scale operative in cui questo concetto è richiamato.
Ci si aspetta che le attività di ricerca portino durante il triennio di Dottorato a pubblicazioni, e presentazione dei risultati a congressi nazionali e internazionali.


Elementi di internazionalizzazione del dottorato

Il Dottorato presenta forti elementi di internazionalizzazione attraverso:

- la promozione dell’offerta culturale in siti internazionali per favorire la partecipazione di studenti stranieri;
- la docenza di esperti internazionali, anche utilizzando le opportunità di finanziamento/ cofinanziamento offerte dall’Ateneo (ad es. inviti già approvati a docenti stranieri di alto profilo da parte dell’Istituto di Studi Avanzati);
- lo sfruttamento del network internazionale dei membri del Collegio e/o delle loro strutture per offrire stage e periodi di soggiorno in centri di ricerca stranieri. Verrà promossa attraverso il sito del Dottorato l’assistenza dello staff dell’Ufficio Internazionale del Campus agli studenti stranieri, per l’inserimento nella realtà locale (welcome week, buddy system, corsi di lingua italiana, ecc.) e per la soluzione a problemi riguardanti visti, permessi di soggiorno e assistenza medica.
- La presenza al suo interno di uno specifico curriculum in lingua inglese (“Science and Technologies for Cultural Heritage”), mirato allo studio degli aspetti più propriamente inerenti alle tecnologie per la conservazione e il restauro del patrimonio culturale, che si prevede possa apportare, anche sulla scorta di precedenti esperienze, un elemento molto forte di internazionalizzazione.
Per quanto il dottorato sia di nuova istituzione, i precedenti corsi dottorali che sono confluiti in questa nuova proposta prevedevano un alto grado di internazionalizzazione.
Il Dottorato prevede inoltre 4 borse integralmente finanziate (da ERC Consolidator n. 772544) e 2 borse co-finanziate (H2020 FLEXJET e ITALIA- CROAZIA PRIZE FISH) su progetti internazionali.


Sbocchi professionali e potenziali settori di impiego del dottorato di ricerca

Oltre alla formazione di nuovi ricercatori da inserire nell’ambito della ricerca nazionale e internazionale – non solo in riferimento al reclutamento universitario o a quello in enti di ricerca pubblici – i dottori di ricerca dovranno conseguire competenze di alto livello finalizzate a sviluppare nuove professionalità nell’ambito della gestione integrata dei beni culturali e ambientali. In particolare per quanto riguarda l’ambito del patrimonio, la progressiva trasformazione di enti museali pubblici e di diritto privato in strutture con compiti di ricerca, favorirà, un progressivo inserimento dei dottori di ricerca in queste nuove realtà, anche grazie alle numerose convenzioni già in essere nei dottorati precedenti a cui si riallaccia questo nuovo Corso, e a un auspicabilmente sempre più stretto rapporto con il MIBACT e il MATTM, per il quale si dovranno concordare azioni supportate anche dagli organi di Ateneo.

In particolare il curriculum Science and Technologies for Cultural Heritage (STECH) si qualifica come percorso formativo specificatamente mirato alla qualifica di “conservation scientist” il cui profilo professionale è stato recentemente approvato dal MIBACT grazie al lavoro svolto da una commissione ministeriale specificatamente da esso costituita e di cui docenti del Collegio facevano parte. La figura di dottore di ricerca prevista nei due curricula intende rispondere alle necessità del mercato del lavoro nazionale ed internazionale nel settore dell’Heritage Science che richiede sempre più il possesso di quelle competenze di natura altamente multidisciplinare tipiche del campo della ricerca nel settore dei beni culturali.