Sono presentate di seguito le ricerche dottorali discusse dalle candidate e dai candidati in Public Governance, Management e Policy.
PhD Candidate: Nguyen Thanh Thanh Duong (STAT – 38th cycle)
Supervisor: Andrea Guizzardi (STAT); co-supervisor: Ida D'Attoma (STAT)
PhD Scholarship Ex M.D. 351/2022
Based on three quantitative studies, this thesis measures and forecasts the impacts of climate change and extreme weather events on tourism demand in Italy.
The first paper estimates four augmented tourism demand functions with climatic variables for each season. It finds that both climate and economic factors, particularly GDP and exchange rates, are key determinants. The analysis highlights non-linear effects of climate, suggesting its influence may surpass economic factors if warming continues. It concludes that public governance and operators must address climate impacts now, recommending product innovation and a remodeling of supply into new high and low seasons to maintain the industry's high added value.
The second paper investigates long-term climate change impacts on Italian tourism demand up to 2100 under RCP 4.5 and 8.5. Winter tourism is projected to decline initially but may recover through product diversification, while spring is forecasted to benefit consistently. These findings project climate change as a structural driver reshaping seasonality, potentially reducing the summer peak. The study integrates physical climate variables into econometric forecasting, offering policy-relevant insights for enhancing sector resilience and sustainability.
Using daily data, the third paper examines the impact of the May 2023 Emilia-Romagna floods on tourism. While Rimini suffered the largest absolute losses, smaller provinces like Ravenna experienced steeper relative declines, revealing greater vulnerability. Projections show short-duration heavy rainfall likelihood increases significantly with warming. This analysis quantifies climate-related economic risk, highlighting adaptation value for vulnerable tourism destinations.
This thesis's primary contribution is directly integrating raw physical climate data from state-of-the-art sources like ERA5 and EURO-CORDEX into econometric models, paving a new way for studies in this field. Policy implications are significant, offering evidence to inform targeted adaptation strategies, highlight mitigation urgency, and enhance long-term resilience of the Italian tourism economy and wider community.
Thesis Defence – March 27th, 2026
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PhD Candidate: Sahar Paktinat (DSE – 38th cycle)
Supervisor: Rossella Verzulli (DSE); co-supervisor: Cristina Ugolini (DSE)
PhD Scholarship Ex M.D. 352/2022 – co-financed by Rizzoli Orthopedic Institute, Bologna.
Abstract: Orthopaedics has become a focal point for modern health systems, driven by population ageing, rising demand for joint replacement, and growing quality-of-life expectations. This dissertation examines how organisational arrangements affect orthopaedic outcomes, comparing urgent hip fracture surgery with elective knee arthroplasty across Italian and Norwegian settings.
For emergency hip fractures in Emilia-Romagna, higher surgical volumes are found to causally reduce 30-day mortality, supporting minimum-volume standards as a policy instrument. For elective knee arthroplasty in the same region, no systematic differences in long-term prosthesis survival are found between public and accredited private hospitals, suggesting that outsourcing routine procedures can relieve public sector pressures without compromising quality. Turning to Norway, hospital volume shows no robust effect on clinical or labour market outcomes following knee replacement. Taken together, the results suggest that organisational arrangements matter more for acute, unplanned procedures than for highly standardised elective interventions, where centralisation or ownership type confer little measurable benefit. For routine elective procedures, outcome variation across hospitals may instead reflect surgeon-level experience or organisational practices, warranting further investigation.
Thesis Defence – March 27th, 2026
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PhD Candidate: Oreste Sabatino (SPS – 38th cycle)
Supervisor: Sabrina Ragone (SPS); co-supervisor: Adoracion Galera Victoria (Universidad de Granada)
PhD Scholarship Ex M.D. 351/2022
La presente ricerca analizza il rapporto tra governance europea, transizione ecologica e assetti istituzionali nazionali, con particolare riferimento ai casi di Italia e Spagna, in una prospettiva di diritto pubblico comparato.
L’indagine ricostruisce l’evoluzione del concetto di governance da modello gestionale d’impresa a metodo di governo pubblico e il suo consolidamento nell’ordinamento dell’Unione europea, fino all’esperienza del Green Deal e del Next Generation EU (NGEU).
L’elaborazione delle politiche europee per la transizione ecologica ha prodotto una profonda trasformazione del diritto pubblico, ridefinendo la governance multilivello in senso economico, ambientale e istituzionale.
La transizione ecologica emerge come nuova frontiera del diritto pubblico europeo, in cui sostenibilità, neutralità climatica e coesione territoriale diventano principi ordinatori dell’intervento pubblico nell’economia, dell’azione amministrativa e del rapporto tra autorità pubblica e mercato.
Il confronto tra Italia e Spagna evidenzia come, in entrambi gli ordinamenti, la governance della transizione ecologica abbia determinato un rafforzamento dell’esecutivo nazionale e tensioni nei rapporti tra centro e autonomie territoriali.
In materia ambientale, l’ordinamento italiano continua a risentire di una strutturale frammentazione amministrativa e di un insufficiente coordinamento interistituzionale, solo in parte mitigati dai più recenti interventi legislativi volti a razionalizzare le competenze e a rafforzare l’azione amministrativa centrale.
Mentre la governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha determinato un marcato processo di centralizzazione e una significativa verticalizzazione delle decisioni, accompagnate da una progressiva marginalizzazione del Parlamento e delle Regioni.
La Spagna, nel contesto del proprio Stato autonomistico, adotta un modello istituzionale basato su un delicato equilibrio tra autonomie territoriali e unità statale: le Comunità Autonome dispongono di ampi poteri nell’attuazione delle politiche ambientali, mentre il legislatore nazionale ha progressivamente implementato strumenti di ri-accentramento funzionale e normativo volti a rafforzare le competenze di indirizzo, legislazione e programmazione dell’amministrazione centrale.
In tale prospettiva, l’intervento del Tribunale Costituzionale si è rivelato determinante, non tanto quale mero fattore di accentramento, quanto piuttosto quale strumento di delimitazione della materia ambientale attraverso il riconoscimento e la precisazione della competenza statale sulle basi e delle correlate funzioni di coordinamento.
Il contributo della ricerca consiste nell’aver ricondotto la governance e la transizione ecologica dentro una cornice teorica di costituzionalizzazione sostanziale, ponendo la transizione ecologica non più come mera politica settoriale, quale era tradizionalmente la tutela ambientale, bensì come nuovo paradigma ordinante del diritto pubblico europeo.
La transizione ecologica non si configura più come valore programmatico o principio di policy, ma assume la funzione di criterio strutturale e principio ordinatore delle politiche pubbliche.
In tale prospettiva, la ricerca si distingue rispetto alla dottrina esistente per aver elaborato una sistematizzazione e un confronto del diritto pubblico della transizione ecologica, capace di evidenziarne la dimensione costituzionale e il potenziale trasformativo sugli ordinamenti nazionali, con particolare riferimento ai casi di Italia e Spagna.
L’analisi comparativa mostra come la transizione ecologica si stia affermando quale principio cardine anche di un nuovo equilibrio tra unità e pluralismo istituzionale, ridefinendo le relazioni tra livelli di governo e i rapporti tra diritto europeo e nazionale.
L’attualità e la rilevanza della ricerca risiedono nella consapevolezza che la governance della transizione ecologica costituisce oggi uno dei principali laboratori di innovazione del diritto pubblico europeo, nonché un banco di prova del costituzionalismo contemporaneo.
Essa rileva la capacità del diritto di agire come fattore di integrazione tra economia, società e ambiente, trasformando la transizione ecologica in principio ordinante e parametro di effettività del potere pubblico nell’ordinamento europeo.
In questa prospettiva, la ricerca propone una chiave di lettura originale per comprendere la trasformazione in atto del diritto pubblico europeo verso un modello capace di integrare sviluppo, transizione ecologica e coesione come valori costituzionali condivisi.
Thesis Defence – March 27th, 2026
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