PhD Candidate: Oreste Sabatino (SPS – 38th cycle)
Supervisor: Sabrina Ragone (SPS); co-supervisor: Adoracion Galera Victoria (Universidad de Granada)
PhD Scholarship Ex M.D. 351/2022
La presente ricerca analizza il rapporto tra governance europea, transizione ecologica e assetti istituzionali nazionali, con particolare riferimento ai casi di Italia e Spagna, in una prospettiva di diritto pubblico comparato.
L’indagine ricostruisce l’evoluzione del concetto di governance da modello gestionale d’impresa a metodo di governo pubblico e il suo consolidamento nell’ordinamento dell’Unione europea, fino all’esperienza del Green Deal e del Next Generation EU (NGEU).
L’elaborazione delle politiche europee per la transizione ecologica ha prodotto una profonda trasformazione del diritto pubblico, ridefinendo la governance multilivello in senso economico, ambientale e istituzionale.
La transizione ecologica emerge come nuova frontiera del diritto pubblico europeo, in cui sostenibilità, neutralità climatica e coesione territoriale diventano principi ordinatori dell’intervento pubblico nell’economia, dell’azione amministrativa e del rapporto tra autorità pubblica e mercato.
Il confronto tra Italia e Spagna evidenzia come, in entrambi gli ordinamenti, la governance della transizione ecologica abbia determinato un rafforzamento dell’esecutivo nazionale e tensioni nei rapporti tra centro e autonomie territoriali.
In materia ambientale, l’ordinamento italiano continua a risentire di una strutturale frammentazione amministrativa e di un insufficiente coordinamento interistituzionale, solo in parte mitigati dai più recenti interventi legislativi volti a razionalizzare le competenze e a rafforzare l’azione amministrativa centrale.
Mentre la governance del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) ha determinato un marcato processo di centralizzazione e una significativa verticalizzazione delle decisioni, accompagnate da una progressiva marginalizzazione del Parlamento e delle Regioni.
La Spagna, nel contesto del proprio Stato autonomistico, adotta un modello istituzionale basato su un delicato equilibrio tra autonomie territoriali e unità statale: le Comunità Autonome dispongono di ampi poteri nell’attuazione delle politiche ambientali, mentre il legislatore nazionale ha progressivamente implementato strumenti di ri-accentramento funzionale e normativo volti a rafforzare le competenze di indirizzo, legislazione e programmazione dell’amministrazione centrale.
In tale prospettiva, l’intervento del Tribunale Costituzionale si è rivelato determinante, non tanto quale mero fattore di accentramento, quanto piuttosto quale strumento di delimitazione della materia ambientale attraverso il riconoscimento e la precisazione della competenza statale sulle basi e delle correlate funzioni di coordinamento.
Il contributo della ricerca consiste nell’aver ricondotto la governance e la transizione ecologica dentro una cornice teorica di costituzionalizzazione sostanziale, ponendo la transizione ecologica non più come mera politica settoriale, quale era tradizionalmente la tutela ambientale, bensì come nuovo paradigma ordinante del diritto pubblico europeo.
La transizione ecologica non si configura più come valore programmatico o principio di policy, ma assume la funzione di criterio strutturale e principio ordinatore delle politiche pubbliche.
In tale prospettiva, la ricerca si distingue rispetto alla dottrina esistente per aver elaborato una sistematizzazione e un confronto del diritto pubblico della transizione ecologica, capace di evidenziarne la dimensione costituzionale e il potenziale trasformativo sugli ordinamenti nazionali, con particolare riferimento ai casi di Italia e Spagna.
L’analisi comparativa mostra come la transizione ecologica si stia affermando quale principio cardine anche di un nuovo equilibrio tra unità e pluralismo istituzionale, ridefinendo le relazioni tra livelli di governo e i rapporti tra diritto europeo e nazionale.
L’attualità e la rilevanza della ricerca risiedono nella consapevolezza che la governance della transizione ecologica costituisce oggi uno dei principali laboratori di innovazione del diritto pubblico europeo, nonché un banco di prova del costituzionalismo contemporaneo.
Essa rileva la capacità del diritto di agire come fattore di integrazione tra economia, società e ambiente, trasformando la transizione ecologica in principio ordinante e parametro di effettività del potere pubblico nell’ordinamento europeo.
In questa prospettiva, la ricerca propone una chiave di lettura originale per comprendere la trasformazione in atto del diritto pubblico europeo verso un modello capace di integrare sviluppo, transizione ecologica e coesione come valori costituzionali condivisi.