Dottorandi XL ciclo

Tommaso Bigatti

Titolo ricerca: Transcendental Leib and its Anomalies: The Limit-Problem of ‘Madness’ and its Exclusion

Abstract: Il mio progetto si inserisce nel quadro di un’indagine fenomenologica della corporeità, a partire da Husserl, ma tenendo in considerazione contributi di altri fenomenologi e delle scienze cognitive. Segnatamente, il progetto si propone di interrogare, da un punto di vista fenomenologico, il ruolo trascendentale che il corpo-vivo (Leib) ha nella costituzione dell’esperienza, da un lato, e del Sé dall’altro, per questionare poi le conseguenze filosofico di un tale intreccio tra corpo e trascendentale. In primo luogo, (a) verrà proposta un’approfondita fenomenologia del Sé corporeo e mostrerò la necessità di una prospettiva ‘embodied’ per un’adeguata descriione dell’esperienza e del Sé. Nello specifico, soffermandomi sulla duplice originaria trascendentalità del Leib – insieme costituente e auto-costituente – intendo proporre un ampliamento del progetto husserliano di una estetica trascendentale fenomenologica. In secondo luogo (b), analizzerò la costituzione corporea di uno spazio di normalità, mostrandone le possibili implicazioni normative: affronterò quindi il problema-limite della ‘follia’, concentrandomi soprattutto su alcune modificazioni (inter-)corporali legate allo spettro dei disordini schizofrenici. Se Husserl procede a una sistematica esclusione della ‘follia’, concependola soltanto ex negativo, sosterrò invece che la dimensione patologica non coincide con una mera modalità privativa dell’esperienza, quanto piuttosto con una generale ristrutturazione dell’esperienza del mondo, del Sé e dell’Altro. Infine (c), discuterò le conseguenze di questo legame essenziale tra Sé, Leib e trascendentale, sostenendo che una concezione del Sé in termini di Sé corporeo implica una riformulazione del concetto di trascendentale che va nella direzione di un’indagine sulla sua genesi corporea e di un suo ripensamento in termini di quasi-trascendentalità.

Miriam Borgia

Titolo ricerca: Un «male necessario»: scienze, tecniche ed economia del benessere animale nella zootecnia italiana (sec. XVIII-XIX)

Abstract: A partire dalla metà del XVIII secolo in Europa si affermò una preoccupazione per il benessere animale e si intersecò a diversi aspetti della società europea e italiana: essa faceva parte di una più ampia tendenza umanitaria, critica verso gli spettacoli di crudeltà pubblici ai danni degli animali o verso la schiavitù, e incrociava gli urgenti problemi di igiene pubblica derivanti dalle frequenti malattie zoonotiche. Grazie all’introduzione di foraggere in rotazione e di nuove tecniche di allevamento, inoltre, la produzione alimentare cresceva e migliorava sempre di più. Dalla seconda metà del XIX secolo il benessere animale in Nord-Italia, grazie anche alla professionalizzazione della medicina veterinaria, diventò una questione scientifica, razionale, tecnologica e definitivamente in mano alla zootecnia. L’obiettivo, e cioè l’ottimizzazione delle razze, muoveva dall’esigenza di una maggiore e migliore produzione di proteine animali che potesse far fronte alle carestie e che potesse fornire un’alimentazione valida ai soldati. Occorreva quindi garantire al bestiame spazi, strutture, foraggio, strumenti di mungitura, sistemi di trasporto adeguati al carattere e alle inclinazioni dell’animale. In breve, si cercava uno standard di benessere il più possibile economico ma sufficientemente buono da garantire una produzione costante e profittevole. Nella mia ricerca intendo partire dal caso dei bovini e dei suini e analizzare i seguenti fattori: l’evoluzione dei luoghi preposti alla stabulazione, fino all’introduzione di cemento e calcestruzzo negli allevamenti, dell’alimentazione, degli strumenti di mungitura, di riproduzione artificiale, di abbattimento e di trasporto del bestiame e dei prodotti animali; l’agency degli animali e le loro esperienze e reazioni agli strumenti utilizzati e alle pratiche di cura messe in atto; i lavoratori a contatto con il bestiame, la suddivisione in mestieri svolti dalle donne e dagli uomini, e le relazioni, i conflitti e gli scambi tra i maniscalchi, i maestri di stalla, i macellai, e i veterinari e gli zootecnici.

Nicolas Chiappucci

Titolo ricerca: Sviluppi e opportunità dell’intelligenza artificiale nell’industria culturale

Abstract: La presente ricerca si concentra su possibilità e utilizzi delle nuove tecnologie nel supporto all’industria dell’entertainment. L’utilizzo di nuovi software fondati su machine learning e NLP rendono conto di nuove opportunità attorno a pratiche come la stesura di sceneggiature, produzione di effetti visivi, personalizzazione di contenuti e analisi degli script, mancando, tuttavia, di una letteratura consistente: anche nel campo dell’industria culturale, lo sviluppo frenetico dell’intelligenza artificiale comporta la necessità di rifondare disposizioni abituali di interazione a causa dello iato tra i campi di studio coinvolti. L’obiettivo del progetto è comprendere e i processi inferenziali tipici della macchina, approfondendo la perpetua interazione tra reti e società e in che modo le nuove tecnologie possano essere sfruttate a favore dell’entertainment: di conseguenza, sarà possibile costruire prototipi di utilizzo in grado di ottimizzare l’applicazione degli strumenti intelligenti in questo preciso campo di ricerca, approfondendo elementi come la costruzione degli output della macchina, la profilazione del pubblico tramite IA e la rilevazione di variabili utili, attraverso una metodologia semiotica, capaci di poter essere traslate e sfruttate nel calcolo computazionale. Ai nostri fini, sarà necessario indagare le capacità di rilevazione della creatività da parte della macchina rendendo conto della relazione tra la generazione di un output e la presenza di un set di dati a cui rimane vincolata.

Gilberto Gauche

Titolo ricerca: Teorie della cognizione nell'opera di Mary Douglas

Abstract: Mentre il paradigma dell’embodiment radicale ha offerto alternative formidabili alle spiegazioni rappresentazionaliste e "cerebrali" fornite dal cognitivismo, non è stata prestata sufficiente attenzione al fatto che gli esseri umani esistono in contesti essenzialmente sociali. Un ottimo punto di partenza, propongo nella mia tesi, può essere trovato nella teoria antropologica di Mary Douglas. Sostenuta da una feroce critica all'individualismo nelle scienze cognitive e sociali, Douglas propone che l'organizzazione sociale e la cognizione siano legate da una relazione circolare e auto-rinforzante. Per Douglas, il modo in cui gli individui percepiscono, giudicano e agiscono sul mondo che li circonda è indissociabilmente, anche se implicitamente, legato a determinati schemi (ad esempio, di categorizzazione, attribuzione causale e somiglianza) costruiti e coltivati dalle pratiche sociali in cui questi individui sono immersi fin dalla nascita. Douglas ha descritto alcuni meccanismi specifici su come ciò avvenga, facendo riferimento in particolare alla filosofia di Nelson Goodman. Tuttavia, tra filosofi e ricercatori empirici nel campo delle scienze cognitive, si riscontra un impegno limitato con la sua opera. Come intendo dimostrare, è possibile articolare un dialogo produttivo tra il pensiero di Douglas e il paradigma dell’embodiment radicale, poiché entrambi gli approcci prescrivono un senso radicale di “situatezza” come fondamentale per qualsiasi indagine cognitiva. Alcuni temi in cui questa prospettiva potrebbe essere particolarmente rilevante includono il participatory sense-making, la metafora, il perceptual learning e gli affordances.

Simone Leone

Titolo ricerca: “Embedding Global Citizenship Education in pre-service teacher education: challenges and opportunities for LGBTQIA+ inclusion across Italy, England, and the Nordics”

Abstract: La ricerca si propone di esaminare l’intersezione tra l’Educazione alla Cittadinanza Globale (ECG) e la formazione iniziale degli insegnanti di scuola secondaria, con un particolare focus sull’inclusione delle tematiche LGBTQIA+. Lo studio indagherà in che misura i principi dell’ECG siano integrati nei programmi di formazione degli insegnanti, valutando anche come i docenti in formazione percepiscano la propria preparazione ad affrontare le problematiche relative all’inclusione delle tematiche e delle persone LGBTQIA+ all’interno del contesto scolastico. Analizzando i fattori culturali e istituzionali che sottendono le pratiche educative, la ricerca cercherà di capire come i contesti specifici—modulati da politiche educative nazionali e regionali nonché atteggiamenti sociali più ampi—possano favorire o ostacolare l’adozione di pratiche inclusive. Considerando la ECG, la Critical Theory e la Queer Theory come i framework interpretativi principali, lo studio si concentrerà su contesti universitari in Italia, Inghilterra e nei Paesi nordici, in particolare Svezia e Finlandia. Utilizzando metodologie qualitative, la ricerca adotterà un approccio basato su studi di caso, con raccolta dei dati tramite interviste semi-strutturate e analisi documentale. Questo approccio consentirà di esplorare in profondità le esperienze dei docenti in formazione, con l’obiettivo di identificare le barriere e le opportunità che influenzano l’integrazione dei principi dell’ECG e dell’inclusione LGBTQIA+ nei programmi di formazione degli insegnanti. In ultima analisi, questa ricerca intende contribuire all’intersezione ancora poco esplorata tra la formazione degli insegnanti e l’inclusione LGBTQIA+ all’interno del quadro dell’ECG. Offrendo raccomandazioni basate su evidenze empiriche, la ricerca mira infine a promuovere un’educazione inclusiva e a favorire la giustizia sociale, sostenendo l’integrazione sistematica dei principi dell’ECG nei programmi di preparazione degli insegnanti.

Federico Pesci

Titolo ricerca: AGGIUSTANDO LA LIBERTÀ: La storia del liberalsocialismo in Italia e le sue prospettive presenti e future

Abstract: La mia ricerca intende indagare la matrice filosofica del liberalsocialismo italiano, individuando e definendo, nella complessità dei loro rapporti e dei loro contrasti, i caratteri delle sue due “anime”. Sul fronte liberale – raccogliendo quella prospettiva di “elevazione morale” dell’uomo che era stata propria del positivismo evoluzionistico spenceriano – essa si collocherà nel quadro del neoidealismo di Croce (letto, dialetticamente, in relazione a quello di Gentile) e del suo portare l’attenzione su un agire degli uomini distinto dall’agire dello spirito. Sul versante socialista, invece, verrà approfondita – sullo sfondo di una lettura materialistica ma non deterministica della storia e della lotta di classe, che non schiacci la sovrastruttura sulla struttura (Labriola) e nella prospettiva, basata sulla ragione intesa come unità di misura della civiltà, per cui ogni uomo si ponga in dialogo con le ragioni altrui (Calogero) – la figura di Carlo Rosselli, nel suo muoversi costante tra pensiero e azione, recuperando le declinazioni del socialismo bollate come “false” da quello scientifico e, così, criticando il marxismo laddove esso rischia di ridurre la vita umana alla sola economia e di ingabbiare gli uomini, nella loro specificità e singolarità, all’interno delle classi sociali. Partendo dal problema, storico e politico, della difficoltà – se non della mancata volontà (almeno nel secondo Novecento, nel contesto e nel clima della Guerra Fredda) – di collocare la questione dei diritti liberali, civili ma non soltanto, in un quadro, originariamente socialista, di redistribuzione della ricchezza (e oggi anche delle risorse) e di uguaglianza non solo formale ma soprattutto sostanziale, che la sottragga alle attuali derive individualistiche o populistiche, si rifletterà sulla prospettiva di un’azione politica attraverso la quale le due istanze si incontrino realmente e in maniera feconda, andando oltre la lettera della Costituzione repubblicana per farsi programma politico, economico-sociale e culturale

Paolo Piccirillo

Titolo Ricerca: La creatività delle istanze umane e macchiniche. Intorno all’enunciazione degli artifici estetici tra plastico e digitale

 

Abstract: Il nucleo di questo progetto di ricerca in semiotica è lo studio dell’intelligenza artificiale generativa analizzata all’interno delle diverse posizioni, aperte dall’enunciazione, che si trova ad occupare nel processo di produzione artistica. Il focus sarà dunque posto sull’enunciazione pittorico-figurativa propria del macchinico. Lo scopo dell’indagine è composito: si vuole studiare la peculiare soggettività semiotica dell’IA per poter riflettere, dopo aver articolato una ricognizione archeologica, sullo statuto di creatività della stessa. D’altra parte, si vuole articolare uno studio correlativo tra la prassi enunciativa umana e quella macchinica. In quest’ottica, si terrà in considerazione il rapporto tra corporeità e materialità nel processo pittorico, confrontando quindi il coinvolgimento fisico dell’artista umano con l’enunciazione pittorica ad opera dell’intelligenza artificiale. Si intendono mettere in luce le differenze sia in rapporto agli stereotipi, che in relazione alla eterogenea matericità dell’artefatto (il plastico contrapposto al digitale, appunto), per poter osservare le dinamiche di una collaborazione considerata come forza all’interno di un campo, estetico e distribuito. Ci si propone di valutare in che termini il macchinico possa essere considerato un’istanza soggettuale, una protesi oggettuale o un partner collaborativo. Per fare ciò, si affiancheranno studi semiotici ad impronta cognitiva e strutturale (Teoria unificata dell’enunciazione, 4E, Material Engagement Theory, Semiotica dei Media) a studi filosofici (in ambito dell’estetica contemporanea e del pragmatismo) con l’obiettivo di circoscrivere e discriminare la residualità dell’estetico nella produzione figurativa dell’IA. Attraverso l’analisi semiotica, ci si aspetta così una maggiore comprensione delle implicazioni estetiche dell’enunciazione pittorica propria del macchinico.

Rao Shanshan

Titolo ricerca: Spinoza on the Multitude and Democracy

Abstract: L'obiettivo di questo progetto di ricerca è studiare il concetto di moltitudine di Spinoza e la sua teoria della democrazia, concentrandosi su tre aspetti principali:

1.      Un'analisi della democrazia nel contesto dell'ontologia della moltitudine
Questa ricerca prende avvio dalla comprensione unica che Spinoza ha della moltitudine, intesa come un'aggregazione di forze composite e multiple. L'affetto segna gli stati attivi e passivi di queste forze, ovvero la capacità di influire e di essere influenzate. In questo senso, la democrazia, come forma organizzativa e strumento emotivo che meglio si allinea con questa molteplicità, influisce contemporaneamente sulle dimensioni della forza e dell'affetto, orientandole verso una maggiore positività e potenziamento. Oltre a passare dalla moltitudine alla discussione dei quadri istituzionali, questa ricerca cerca di esplorare le forme della moltitudine in diversi contesti istituzionali, con l'obiettivo di rivelare le ricche sfumature contenute nel concetto di moltitudine.

2.      Una spiegazione di come la metafisica implichi una dimensione politica
Questa ricerca tenta di rivelare la dimensione politica implicita nel sistema metafisico elaborato nell'Etica di Spinoza. La metafisica e la teoria politica di Spinoza non devono essere considerate come due sistemi indipendenti; al contrario, i principi metafisici costituiscono il quadro fondamentale del mondo politico. Questo studio si propone di delineare questa immagine politica dinamica e complessa.

 

3.      La posizione della teoria di Spinoza nella storia della filosofia
Ponendo al centro l'attualità e la molteplicità intrinseche al concetto stesso di potenza, e concentrandosi sullo sviluppo e sul potenziamento di questa potenza, Spinoza ha ispirato le discussioni della tradizione biopolitica sulla vita e le forme politiche, offrendo una prospettiva critica per valutare i sistemi politici esistenti. Tuttavia, questa ricerca mira a mettere in luce un'altra dimensione costruttiva della teoria di Spinoza oltre alla critica. Per Spinoza, quali teorie normative e forme istituzionali possono liberare pienamente la potenza della moltitudine?

Paola Tabanelli

Titolo ricerca: Digital divide ed esclusione sociale nella pubblica amministrazione. Etnografia e analisi semiotica della transizione digitale delle Camere di Commercio.

Abstract: Il progetto di ricerca esplorerà la relazione tra digital divide ed esclusione sociale, focalizzandosi da un lato sulle politiche di promozione delle competenze digitali e dall’altro lato sulle narrazioni e i significati relativi all'inclusione digitale, identificando così le ragioni di marginalizzazione. Obiettivo del progetto sarà poi quello di valutare l'efficacia delle strategie della PA per migliorare l'accesso e l'alfabetizzazione digitale, nell’ottica di una riduzione delle disparità sociali. Il progetto, cofinanziato da Art-ER S. cons. p. a., intende studiare la transizione digitale della pubblica amministrazione attraverso i framework delle scienze sociali da un lato analizzando la comunicazione tra istituzioni e cittadini con metodi semiotici e dall’altro realizzando un’etnografia del rapporto tra pubbliche amministrazioni e fruitori dei servizi partendo dal caso studio delle Camere di Commercio.

Caterina Urbani

Titolo ricerca: Un dialogo tra la filosofia di Walter Benjamin e la pratica teatrale

Abstract: Con centrale riferimento al pensiero filosofico di Walter Benjamin, in una prima parte del lavoro si avrà l’intenzione di analizzare alcuni esempi teatrali vicini ai termini di politicizzazione dell’arte con cui il filosofo termina il saggio sull’Opera d’arte. Dai primi esempi di teatro d’avanguardia ai suoi seguaci, ci si confronterà con le logiche della messa in scena e il particolare rapporto di scambio con il pubblico che il nuovo teatro è in grado di offrire. Dal teatro epico di Bertolt Brecht, il progetto di teatro proletario di bambini di Asja Lacis, la biomeccanica di Mejerchol’d e la riflessione teorica di Stanislavskij, il teatro della crudeltà di Artaud o l’innovazione drammaturgica di Pirandello. Una seconda parte della proposta protrarrà questa linea di ricerca concentrandosi sulla seconda metà del ‘900. Dal teatro dell’assurdo di Beckett, Ionesco in cui è possibile estendere la riflessione filosofica anche a Sartre e Camus fino al teatro povero di Grotowski, Peter Brook e la concezione di performativo, di cui si occupa ancora oggi la teatrologa tedesca Erika Fisher-Lichte. Dunque, verrà proposto un riscontro con alcuni autori e modelli, nel cui lavoro è possibile evidenziare alcune ricadute di riflessione filosofica. In conclusione, l’obiettivo di questo progetto risulterà così quello di riprendere tali interrogativi e costruire un dialogo capace di ampliare la riflessione estetica. L’intenzione del progetto sarà quella di collocarsi né a favore di una riflessione esclusivamente filosofica, né puramente teatrale, bensì nel mezzo. In questo, le cosiddette immagini del pensiero, o Denkbild, tipiche della scrittura di Benjamin, saranno utili per estendere la riflessione filosofica ad un aperto dialogo con una disciplina figurativa e praticizzante quale è il teatro.

Jesús Fidel Vega Arce

Titolo ricerca: Lo specchio dell’axolotl: Una lettura fenomenologica sull’arte e la condizione umana

Abstract: Questo progetto di ricerca per il Dottorato in Philosophy, Science, Cognition and Semiotics, intitolato “Lo specchio dell’axolotl: Una lettura fenomenologica sull’arte e la condizione umana” cerca di stabilire e ripensare le categorie dell’arte da uno sguardo fenomenologico come metodo. Ovvero di ripensare la nostra esperienza e la nostra lettura dell’arte e dell’oggetto artistico come un utile diverso agli altri oggetti quotidiani del mondo. Tale approccio intende che l’opera d’arte è capace di mostrare complessità esistenziale di cui l’essere è partecipe in ogni momento. Partendo dalla fenomenologia sartreana e con l’articolazione di un sistema concettuale di tipo teoretico-estetico si proseguirà all’analisi concreta di diversi artisti contemporanei di cui ognuno al suo modo all’interno dell’attività artistica come la scultura, la pittura ed il cinema sviluppano un contatto con l’essere; per poi continuare con le implicazioni che tale approccio può risultare nell’esistenza del soggetto come essere-nel-mondo. Pertanto si stabilisce un mezzo per il quale il soggetto riesce a riflettere la sua condizione umana nell’arte, non come un altro oggetto, se non come esistenza piena dell’essere nel mondo. Una esistenza che porta sin dalla creazione, apprensione e recensione la nostra essenza. Perciò questo lavoro potrebbe descriversi in tre periodi: la teorizzazione, l’applicazione e le implicazioni del rapporto arte-soggetto contemporaneo all’interno del riconoscimento di una trascendenza esistenziale che tenterebbe di oltrepassare lo sguardo sull’arte esclusivamente da un approccio storico come opera-di-un-tempo, se non come opera che trascende insieme al soggetto concreto.

Domenica Verduci

Titolo ricerca: “Cronache museali: la storia della fisica del Novecento a Roma attraverso le collezioni scientifiche, i luoghi, le istituzioni, i protagonisti. Un ponte tra passato e futuro per la conservazione, la divulgazione, il dialogo e l’orientamento delle nuove generazioni”.

Abstract: A partire dal dibattito nato nel lontano 1870 sui tentativi di dotare Roma di un Museo della scienza, ci si domanda se si giungerà mai ad un lieto fine. La questione è stata approfondita da diversi professionisti del settore, ma risulta tuttora aperta. Inoltre, alla luce della complessità delle vicende, è emersa la tendenza da parte degli esperti a soffermarsi su uno specifico periodo storico, senza offrire una visione organica d’insieme. A ciò si aggiunge il fatto che alcuni aspetti di questa storia, lunga circa centocinquant’anni, non sono stati ancora oggetto di indagine approfondita. Pertanto, il presente progetto di ricerca nasce con l’intento di fornire una panoramica sulla storia delle vicende riguardanti la progettazione e la costruzione di un Museo della scienza a Roma, proponendo un focus dettagliato e quanto più esaustivo sulle collezioni scientifiche, i luoghi e le istituzioni che ne sono stati protagonisti. Per ripercorrere tale racconto, è indispensabile rivolgere uno sguardo più ampio al resto del territorio italiano e parte di quello europeo cercando di ricostruire le cronache museali che si sono susseguite a partire dagli ultimi decenni dell’Ottocento fino ad arrivare ai giorni nostri. In aggiunta, collezionando interessanti esempi di best practices passati e presenti, si ambisce a raccogliere un insieme di spunti operativi da calare in una specifica realtà museale del contesto romano, il Museo Storico della Fisica “Enrico Fermi”.


Amine Xhakoni

Titolo ricerca: A Pearl Among the Stones: Edition, Translation, and Study of the Kanz al-tiǧār fī maʿrifat al-aḥǭār

Abstract: La ricerca è inquadrata all’interno del progetto ERC UseFool - Knowledge and manipulation of nature between usefulness and deception in the Arabo-Islamic tradition (9th–15th century) (consolidator grant agreement n. 101043939). La ricerca produrrà l'editio princeps, la traduzione inglese e lo studio del Il tesoro dei mercanti sulla conoscenza delle pietre (Kanz al-tiǧār fī maʿrifat al-aḥǭār), un lapidario compilato da Baylak al-QibǗāqī, mercante mamelucco del XIII secolo. Attraverso un’analisi dettagliata delle fonti e dei contenuti dell’opera, il progetto intende aprire nuove prospettive sulla conoscenza tecnica della natura e sulle sue applicazioni artigianali nel XIII secolo. Il Kanz al-tiǧār presenta una varietà di linee tematiche che attestano la presenza e l’impatto di una complessa rete di fonti, di stampo erudito e tecnico: antiche, tardo-antiche e arabe quasi contemporanee, che spaziano da opere di carattere magico-astrologico a compilazioni tecniche e tradizioni enciclopediche. La mappatura di tali fonti permetterà di tracciare la linea di trasmissione dei contenuti, disseminati in una vasta e complessa varietà di opere, relativi alla conoscenza delle proprietà di pietre e minerali e della loro manipolazione, contribuendo, dunque, alla ricostruzione dell’evoluzione di tali tradizioni nel contesto arabo-islamico medievale. La ricerca esplorerà, inoltre, la dimensione urbana e quella socio-culturale che emergono nell’opera, considerandone anche l’aspetto economico e commerciale. Infine, la combinazione di analisi testuale e repliche in laboratorio delle procedure tecniche descritte nel Kanz al-tiǧār, permetterà un approfondimento legato agli aspetti della cultura materiale ad esse connessi.